Roma - «Chiudevo gli occhi, voltavo la testa dall'altra parte e aspettavo solo che tutto fosse finito». È la voce di un ragazzo abusato da bambino da un sacerdote quella che scuote lo studio di Annozero. È la parte più scioccante del documentario sui preti pedofili, trasmesso dalla Bbc nell'ottobre del 2006 che fino a ieri sera molti non volevano che fosse trasmesso in Italia. Polemiche durate giorni e andate avanti oltre il termine della trasmissione.
«Un'operazione di sciacallaggio mediatico contro la Chiesa e il Papa» lo definiva ieri la Sir, agenzia dei vescovi, precisando, dopo repliche polemiche, di aver citato parole del Copercom (il Coordinamento di 23 associazioni per la comunicazioni). Mentre dalla Cdl c'era chi parlava di «squallidi attacchi alla Chiesa» o di «mele marce raccattate in tutto il mondo». E dal centrosinistra c'era chi denunciava invece una voglia di «censura preventiva». A confrontarsi in modo serrato in studio, assieme al prete anti pedofili don Di Noto e Piergiorgio Odifreddi, Colm O'Gorman autore del documentario, convinto che la Chiesa abbia la responsabilità di aver girato la testa troppo a lungo, e monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia università lateranense che ha smentito la presunta «omertà»: «Si prova una profonda tristezza» di fronte a casi come questi, «ma dire che la Chiesa finora ha vissuto solo di bugie è una grossa menzogna». Santoro arriva in studio con il vento in poppa. «È solo grazie a Fini che siamo andati in onda. L'aver detto a Ballarò che non ce l'avremmo fatta ci ha favorito» ha appena ironizzato in camerino. L'ha spuntata. E si sente tornato «ai tempi della staffetta con Costanzo sulla mafia. L'ho anche chiamato. Si è un po' commosso. Anche allora c'erano attacchi duri. Ma nessuno si sognava di chiederti prima la scaletta». Si preoccupa più volte di precisare che quelle del video sono «storie singole». Ma quelle descritte dal documentario sembrano tutte tragicamente uguali. In Irlanda, negli Stati Uniti, in Brasile. A volte a raccontare i sorrisi di invito, la violenza e il segreto imposto sono le stesse vittime. In un caso lo stesso stupratore reo confesso. Ci sono nomi di chi abusava e dei vescovi che proteggevano i violentatori. Ma sotto accusa è la Chiesa. E la direttiva «Crimen sollicitationis» che, accusa Odifreddi, «prevedeva la scomunica per chi rivelava gli abusi».
«Un grande fraintendimento — spiega monsignor Fisichella —, è solo un segreto processuale ed equivale al silenzio che il magistrato chiede quando è in atto un'inchiesta». E poi, rispondendo alle critiche che continuamente vengono fatte alla direttiva dell'allora capo della Congregazione, il vescovo Ratzinger: «Dire che Ratzinger non ha fatto nulla è profondamente falso. Quelle persone sono state tolte dalla Chiesa». E altre storie le offre Santoro in studio. Le vittime di don Cantini, un sacerdote ora ultraottantenne, che convinceva i bambini di essere gli eletti di Dio. «Non voglio sentire la loro tristezza, voglio che mettano in atto qualcosa perché non accada più», reagisce Colm O' Gorman, autore del documentario.
fonte: www.corriere.it